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Martedì, 29 Gennaio 2019 10:11

Cicloturismo italiano

CAPITOLO 1: IL CICLOTURISMO ED IL SUO MERCATO

Dire che il cicloturismo è “quella forma di turismo praticata in bicicletta” risulta sicuramente troppo riduttivo. Attorno a questa attività si innescano motivazioni e bisogni più intensi, non solo di carattere funzionale ma anche volti ad arricchire e a dare un senso alla propria vacanza. “Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi” afferma autorevolmente un famoso ciclista (Ivan Basso nel suo libro “In salita controvento – emozioni, cadute e traguardi della mia vita”, Rizzoli, 2011) infatti si tratta di una attività altamente coinvolgente non solo dal punto di vista fisico ma anche emotivo, poiché il ciclista stesso è in grado di agire personalmente sulla sua performance. In tal senso il cicloturista è allo stesso tempo consumatore e attore della sua esperienza, è protagonista delle scelte che compie. Il cicloturismo, inoltre, si caratterizza per la dimensione lenta del viaggio, che permette di catturare sfumature e particolarità del paesaggio che con altri mezzi e con una velocità di consumo maggiore andrebbero persi. Proprio per questa particolarità, tale forma di turismo offre l’opportunità di “rallentare” e prendere un po’ di tempo per staccare dalla frenesia che grava sullo stile di vita della società moderna.  
Nel primo capitolo vorrei analizzare il mercato cicloturistico dal lato della domanda e da quello dell’offerta, partendo dal significato di cicloturismo, identificando gli attributi che lo contraddistinguono.  
In letteratura si trovano diverse definizioni di cicloturismo, che, pur avendo numerosi tratti in comune, spesso sono discordanti tra loro. Ecco perché è essenziale circoscrivere chiaramente il fenomeno in modo da delimitare i confini della ricerca ed esprimere concetti non ambigui.  Matthew James Lamont1, tra le definizioni di “turismo in bicicletta”, identifica una serie di parametri comuni nel tentativo di spiegare il concetto. Tali caratteristiche sono: il luogo del viaggio, la durata (escursione o viaggio di più giorni), la natura dell’attività ciclistica (agonistica o amatoriale), lo scopo del viaggio, la partecipazione (attiva) del turista, leisure o recreation. 
 
Quanto al luogo, l’autore afferma che l’esperienza turistica (in bici) ha luogo fuori dalla regione di residenza di una persona. Tuttavia questa definizione è ambigua poiché il concetto di lontananza è relativo e dipende dal contesto nel quale viene utilizzato. Al riguardo l’autore propone di tenere conto delle definizioni usate dalle statistiche sul turismo delle agenzie di quel determinato Paese. È chiaro che l’utilizzo della bici per scopi di utilità, ossia per recarsi al lavoro, a scuola, presso negozi, ecc., non è considerata una forma di cicloturismo.  
In merito alla durata del viaggio in bici, la letteratura è divisa su questo tema: ci si chiede se il turista che compie un viaggio in bici in giornata (per un arco di tempo inferiore alle 24 ore) rientri o meno nella definizione di cicloturista. Tale problema non è da sottovalutare, anzi rappresenta uno dei principali limiti per quanto riguarda le stime del mercato e il confronto delle ricerche in questo ambito. Lamont propone di inserire entrambe le tipologie, cioè sia gli “escursionisti” sia i “turisti in senso proprio”, con l’accortezza di tenere i due dati separati in modo da ridurre l’ambiguità d’interpretazione dei risultati.  
Per quanto riguarda la natura del viaggio, chi intraprende un’escursione in bici può farlo con il duplice scopo: agonistico o amatoriale. Entrambe le tipologie rientrano nella definizione di sport e quindi di turismo sportivo, perciò non sembra errato riconoscere il target dei praticanti degli sport su bici (come bici di velocità, mountain bike, triathlon) come potenziale segmento del mercato cicloturistico. Infatti, afferma che riconoscere le forme di ciclismo agonistico permette di aumentare la visibilità del mercato cicloturistico, offrendo più possibilità ai gruppi che svolgono azione di lobby per trovare fondi a favore delle infrastrutture ciclistiche.
 
Relativamente lo scopo del viaggio, alcuni autori hanno affermato che il cicloturismo è una forma di “special interest tourism”, cioè il turista è mosso da una motivazione molto specifica e legata ai suoi interessi personali. Secondo una ricerca neozelandese i turisti in bici spendono in media 74.5% del loro tempo pedalando, e solo il 25,5% del tempo in destinazioni intermedie. Ciò suggerisce che l’attività ciclistica ha una valenza maggiore rispetto alle mete visitate, perciò la prima è da considerarsi lo scopo di un viaggio cicloturistico. Chi compie una vacanza attiva di questo genere, verso una determinata destinazione, secondo Lamont è mosso da una partecipazione attiva, strettamente connessa alla particolare passione per la bici.  
Per quanto riguarda l’ultimo parametro, la definizione di cicloturismo racchiude (Cambridge Dictionary https://dictionary.cambridge.org/it/translate/) sia il concetto di piacere/tempo libero (leisure) che quello di gioco/divertimento/svago (recreation). Infatti, quest’attività può essere un’esperienza vissuta durante il tempo libero, ma può essere svolta anche per ristabilire l’equilibrio mentale e fisico.  
In conclusione, Lamont propone di tenere in considerazione questi parametri quando si va a definire il tema oggetto di studio della presente tesi, pur con la consapevolezza che diverse definizioni si adattano a contesti diversi.

La working definition scelta in questa tesi definisce il cicloturismo “as recreational visits, either overnight or day visits away from home, which involve leisure cycling as a fundamental and significant part of the visit”2. In altre parole, escursionisti e viaggiatori che rimangono in vacanza più giorni, che compiono il loro viaggio per motivi non agonistici, ma con scopi ricreativi e di svago, in bicicletta, considerando il viaggio importante come la destinazione, in alcuni casi il viaggio è la destinazione stessa - “The travelling landscape”3.  
Tre le tipologie di viaggio:  
“cycling holidays”: vacanze nelle quali l’attività in bici riveste un ruolo fondamentale. Questi viaggi possono avere una durata breve di un fine settimana, così come comprendere più notti;  
“holiday cycling”: l’attività cicloturistica ha luogo durante una vacanza, quindi è considerata come una delle numerose attività che si possono effettuare durante un soggiorno presso una destinazione;  
“cycling day visits”: escursioni in bicicletta da casa verso un posto al di fuori dal normale luogo di residenza per la durata di un giorno o di mezza giornata4.  
Come anticipato in questo studio verrà dato maggiore risalto ai cicloturisti “in senso stretto”: lo scopo è quello di analizzare il mercato dei viaggi in bicicletta in reti ciclabili a lunga percorrenza. Esistono, in tal senso, esperienze già molto avanzate quali, ad esempio, quella della rete di itinerari percorribili in bicicletta della Danimarca che, peraltro integrati con itinerari internazionali estesi a molti paesi confinanti, mette a disposizione del cicloturista più di 3.500 chilometri (Itinerari Margherita). Questi percorsi, utilizzando la rete stradale secondaria del Paese, attrezzata con apposita segnaletica e punti di sosta, si articolano in molteplici itinerari che consentono la “visita slow” del Paese da nord a sud e da est ad ovest e si diramano poi ulteriormente in itinerari regionali e locali per un totale di circa 10.000 chilometri di piste ciclabili. È questo è solo uno dei tanti esempi che riguardano soprattutto i paesi dell’Europa del Nord che, caratterizzati da una sensibilità ambientale molto spiccata, già da tempo associano la vacanza in bicicletta ad un turismo ecologico, sostenibile e a diretto contatto con la natura.  
LAMONT, M.J. Reinventing the Wheel: A Definitional Discussion of Bicycle Tourism, “Journal of Sport & Tourism”, 2009, 14(1), pp. 5 – 23.  2 SUSTRANS, Cycle Tourism, Information Pack TT21, Bristol, Sustrans,1999  3 AA.VV. The European Cycle Route Network Eurovelo Study, Parlamento Europeo, 2012  4 Ivi, p. 1 
1.1 La domanda e la segmentazione del mercato del cicloturismo – l’identikit del cicloturista in Italia - il profilo del cicloturista europeo – analisi SWOT La Direzione Centrale Programmazione e Comunicazione dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT Italia) nel 2015 ha condotto, sul tema del cicloturismo, un’analisi di benchmarking, con il coinvolgimento diretto delle proprie sedi europee, al fine sia di comprendere in che modo i paesi si stiano attrezzando per far fronte alle crescenti richieste dei turisti in bicicletta, sia per tracciare un dettagliato “profilo” del cicloturista e dei suoi bisogni. Se ne propone, qui di seguito, un estratto (La versione completa dello studio può essere consultata nella “XVIII Edizione del Rapporto sul turismo italiano”).  
“Il parametro più efficace rispetto al quale individuare i diversi segmenti di mercato cui il cicloturismo si rivolge è quello legato alla tipologia di bicicletta che il turista decide di utilizzare. Infatti il differente tipo di bicicletta prescelta si lega a differenti tipi di tracciati da percorrere, talvolta a diversi “obiettivi” del viaggio e, di conseguenza, a diverse caratteristiche del cicloturista. Un primo significativo segmento è quello degli utilizzatori di slow bike. Questa è, fra le altre, la categoria che ha bisogno maggiormente di percorsi ciclabili. Per l’utenza “slow bike” non è necessariamente “sportiva” e quindi è quella più variegata in termini di classi di età, coinvolge in maniera abbastanza omogenea sia maschi che femmine, oltre a numerosi nuclei familiari con bambini. In ragione di questa varietà, l’utenza slow bike necessita di una accurata organizzazione logistica generale, in quanto vengono richiesti una grande quantità e varietà di servizi per costruire un gradevole “pacchetto-vacanza”: oltre al pernottamento, la domanda si estende al trasporto bagagli, al nolo delle biciclette, ad eventuali visite guidate in grado di fornire informazioni dettagliate sui luoghi, altrimenti difficilmente reperibili. A fronte di queste caratteristiche della domanda ne consegue che, ad oggi, sul numero totale dei tour operator che offrono pacchetti vacanza in bicicletta, quello più elevato è legato proprio al segmento della “slow bike”.  
Un secondo segmento è quello relativo agli utilizzatori di bici da corsa. Si tratta di un segmento particolarmente specialistico che vede gli utenti, prevalentemente singoli, percorrere chilometri ripetitivamente attorno al proprio luogo di residenza. Si tratta di una pratica di tipo sportivo che coinvolge in prevalenza il sesso maschile di quaranta anni ed oltre. Nella pratica quotidiana – definibile come una sorta di allenamento con i caratteri sopra descritti – gli operatori turistici non vengono mai coinvolti. Tuttavia la “bici da corsa” ha la capacità di spostare enormi flussi di persone in occasione di importanti manifestazioni sportive che si svolgono prevalentemente su percorsi che sfruttano la viabilità ordinaria e possibilmente non pianeggianti.
  
Un ultimo importante segmento è quello della mountain bike. La “mountain bike” è, tra le biciclette, quella più adatta ai percorsi nella natura. Questo segmento di mercato è quello che coinvolge il maggior numero di giovani che prediligono i viaggi non organizzati e che, in maniera abbastanza indipendente, una volta individuato l’itinerario da percorrere, gestiscono autonomamente il loro viaggio in assenza di una rigida programmazione delle tappe e delle attività. Per i clienti appartenenti a questo target, anche in virtù della giovane età, sono attentissimi alle nuove tecnologie, come il Global Positioning System (GPS). In Italia, le Comunità montane sono, tra gli enti locali, quelle che rivolgono particolare attenzione a questo segmento. Nel tempo, hanno cercato di incrementare l’appetibilità dei loro territori con la creazione di “bike park”: alcune delle realizzazioni più interessanti in tal senso riguardano l’Altipiano di Asiago, il territorio ligure e il Friuli Venezia Giulia. Questo tipo di parco è potenzialmente in grado di soddisfare alcune “sotto nicchie” della mountain bike, quali il free ride ed il down hill che, per le valenze altamente sportive e talvolta addirittura acrobatiche, necessitano di percorsi dedicati e realizzati ad hoc. Nell’incontro tra domanda e offerta, sul fronte complementare ai cicloturisti di questo segmento non troviamo i tour operator ma piuttosto le “scuole” di mountain bike, in continua crescita e ben radicate sul territorio che, oltre ai corsi, offrono servizi di accompagnamento e noleggio bici. 
I cicloturisti italiani e stranieri che scelgono di trascorrere le loro vacanze in Italia, in sella ad una bicicletta, optano soprattutto per le regioni del nord che offrono molti chilometri di piste ciclabili di qualità e numerosi servizi accessori. Di questi, il 61% è straniero e il 39% italiano, un dato che evidenzia come questa attività sia apprezzata anche dai nostri connazionali. Tra tutti i dati disponibili, emerge con evidenza come nelle regioni del nord d'Italia ci sia una particolare affluenza di cicloturisti non solo nei mesi estivi (come ci si potrebbe aspettare) ma anche in quelli immediatamente precedenti e successivi (ovvero marzo e aprile, settembre e ottobre). A giugno, luglio e agosto, la percentuale di turisti stranieri che scelgono una vacanza cicloturistica in Italia si attesta al 60% del totale, contro il 40% di italiani. A maggio e settembre invece la percentuale scende intorno al 55%, mentre nel mese di aprile si registra un interesse maggiore da parte degli italiani, che rappresentano il 70% del totale dei cicloturisti presenti in quel periodo (Cicloturismo, un fenomeno in crescita di Kelly Gerla – 3/12/2016 - cyclisthotel.com).  
Tra i cicloturisti stranieri troviamo soprattutto tedeschi, austriaci, francesi, britannici, svizzeri, americani, australiani, ma non mancano cicloturisti visitatori dal Nord d'Europa. I cicloturisti, in genere, cercano solitamente standard e livelli di comfort medio-alti e in generale optano per strutture ricettive da 3 stelle in su. In generale, i turisti che optano per una vacanza natura scelgono soprattutto la classica struttura alberghiera (20,5%), seguita dall'agriturismo (19,5%) e il (18,5%), mentre una parte sceglie l'appartamento (14%), il campeggio (8,5%) o il camper (11%). 
La tariffa di pernottamento in Italia varia da regione a regione e dal livello di comfort e di servizi scelto: ad esempio al Nord si spendono mediamente 35 euro per persona a notte, al Sud e nelle isole circa 39, mentre al centro le tariffe per una stanza superano i 40 euro a notte. Un dato che evidenzia come i turisti che optano per una vacanza natura in Italia spendano di più che in altri Paesi d'Europa: in Francia e in Spagna il pernottamento costa il 31% in meno, mentre in Portogallo si risparmia il 15%. Secondo i dati raccolti, anche in tempi di difficoltà economica generale, i cicloturisti sono molto ben disposti a spendere, a patto di avere servizi di qualità elevata e su misura per le loro esigenze. Ma quali sono esattamente le loro necessità? I cicloturisti cercano strutture ricettive che dispongano di locali chiusi e sicuri per la custodia delle bici, aree attrezzate dove poter riparare o sistemare le biciclette e la presenza di personale competente che li sappia guidare ed orientare. (Cicloturismo, un fenomeno in crescita di Kelly Gerla – 3/12/2016 - cyclisthotel.com).  
Un altro dato che emerge in modo particolare è quello relativo al cibo: i cicloturisti (e più in generale i turisti natura, quelli che praticano il turismo sostenibile e l’ecoturismo) preferiscono consumare prodotti provenienti da agricoltura biologica, o biodinamica, e preparati secondo le tradizioni locali, elemento che conferma ulteriormente il rispetto per l'ambiente. Tra le altre richieste importanti evidenziate dai cicloturisti in Italia troviamo anche la presenza di trasporti pubblici efficienti, in grado di rispondere alle esigenze di mobilità durante tutta la durata del soggiorno.  (tratto da “Il Mercato del Cicloturismo in Europa – Politiche, andamenti e prospettive” – ENIT Italia, 2015, pag. 6, 8). 
La Direzione Centrale Programmazione e Comunicazione dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT), nel documento “Il Mercato del Cicloturismo in Europa – Politiche, andamenti e prospettive” (ENIT Italia, 2015, pag. 10, 12, 14, 16, 18, 20) ha tracciato un interessante profilo dei cicloturisti stranieri interessati al pedalare in Italia. 
Cicloturista tedesco  I tedeschi sono bike friendly. Gli 82 milioni di cittadini tedeschi sono in possesso di oltre 69 milioni di biciclette. Il Paese offre ai suoi cicloturisti più di 70.000 km di piste ciclabili e circa 200 percorsi di livello nazionale. Per quanto attiene le mete e i percorsi del viaggio in bicicletta, la meta regionale più amata è il Mecclenburgo- Vorpommern, seguito dalla Baviera e dalla regione del Lago di Costanza, mentre le piste ciclabili predilette sono le piste lungo l’Elba, il Danubio, il Weser e la Modella, seguite dai percorsi della valle dell’Altmühl e del Main. Al di fuori dei confini nazionali è la parte austriaca della ciclabile del Danubio quella più amata. Austria, Svizzera, Olanda e Italia sono in testa alla classifica dei paesi più amati per i viaggi all’estero.  
L’Allgemeiner Deutscher Fharrad-Club (ADFC) – Associazione tedesca di cicloturismo – è il più grande promotore di viaggi in bicicletta in tutta la Germania e si occupa inoltre anche della “certificazione” di nuovi percorsi ciclabili che vengono inseriti nella rete nazionale qualora rispondenti a determinati standard.  
La fiera più importante di settore è la “Eurobike” di Friedrichshafen, seguita dalla “Intermot” di Colonia e dalla “Ispo Bike” di Monaco, ma anche alcune fiere turistiche aperte al grande pubblico dedicano uno spazio significativo al cicloturismo: tra di esse la “Reisen” di Amburgo, la “FREE” di Monaco e la “Reisepavillon” ad Hannover. Tutte le fiere centrate sul cicloturismo hanno registrato, negli ultimi anni, un numero record di espositori e una notevole risonanza tra i visitatori. I maggiori tour operator di settore sono: Velociped, Rotalis, Pedalo, Eurobike, Frosch Sportreisen, Radissimo, Velotours.  
Profilo demografico-sociale Livello economico Medio-alto, il 44% con reddito netto da € 2.000 a 3.000 mensili Livello culturale Medio-alto (diploma, laurea) Composizione 48% coppie, 28% famiglie, 14% gruppi di amici, 9% singoli, 1% altro  Fasce d’età Età media 45 anni  
Preferenza di viaggio Dove alloggia Appartamenti, campeggi, alberghi 1-2-3-4*, B&B, case degli amici della natura  Aree europee maggiormente visitate Austria, Svizzera, Italia, Olanda  Aree italiane maggiormente visitate Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna  
Spesa media giornaliera (incluso alloggio) euro 60-80 a persona 
Canali di informazione per il viaggio 59% internet, 30% amici, 10% Uffici Turistici, 1% altro 
Mezzo di trasporto 77% macchina, 7% treno, 6% roulotte, 10% altro    Periodo preferito per viaggiare e tempi di permanenza medi Primavera-Autunno, circa una settimana  
Cicloturista francese  La Francia è particolarmente adatta alla pratica del cicloturismo, grazie alla diversità e bellezza del suo paesaggio e all’attenta politica di valorizzazione e salvaguardia del suo territorio.  Infatti il cicloturismo rappresenta una realtà molto consistente nel Paese d’Oltralpe. Secondo un recente studio di Atout France, l’Agenzia per lo sviluppo del turismo francese, il cicloturismo realizza introiti per quasi 2 miliardi di euro, con i suoi 16.000 addetti e 7 milioni di soggiorni annui. La passione dei Francesi per la bicicletta del resto non si limita all’ambito turistico ma è strettamente legata alla loro quotidianità: circa 25 milioni di Francesi – il 40% della popolazione – utilizza regolarmente la bicicletta e, con questo mezzo, vengono percorsi ogni anno circa 4,4 miliardi di chilometri; la bicicletta è inoltre la seconda attività sportiva praticata dai Francesi durante le vacanze.  
Fiere specifiche nel settore sono il “Salon du Cycle” di Parigi (http://www.lesalonducycle.com/) nel mese di settembre e il “Salon du Cycle” di Lione, anch’esso a settembre. “Destination NatureLe Salon de nouvelles randonneés” (http://www.randonnee-nature.com/) è invece una fiera dedicata più in generale al turismo natura e si svolge a marzo a Parigi. I principali tour operator francesi del settore sono: Association Vélo-Nomades, Cyclomundo, Aventure et Cie, Club Aventure, Allibert, UCPA, Terre d’Aventures, Arcanson, La Bicyclette Verte.  
Profilo demografico-sociale Livello economico Medio-alto Livello culturale Medio Composizione famiglie, giovani  Fasce d’età Età media 35 - 55 anni 
Preferenze di viaggio Dove alloggia campeggi, villaggi vacanze, residence turistici, alberghi 2-3*, B&B Aree europee maggiormente visitate Spagna, Svizzera, Italia Aree italiane maggiormente visitate Veneto (Venezia), Trentino-Alto Adige, Toscana, Sardegna 
Spesa media giornaliera (incluso alloggio) euro 90 – 120 a persona  
Canali di informazione per il viaggio associazioni, federazione del ciclo (www.ffct.otg) tour operator, internet   
Mezzo di trasporto treno+bicicletta    Periodo preferito per viaggiare e tempi di permanenza medi aprile a novembre, (45% dei soggiorni tra luglio e agosto), 6/8 giorni  
Cicloturista britannico  Il cicloturismo è un’attività in rapida espansione nel Regno Unito che si sta sempre più diffondendo di pari passo con la crescita di interesse, da parte dei cittadini britannici, per la sostenibilità ambientale, da un lato, e per la salute e il benessere personale, dall’altro. Le tipologie di cicloturismo preferite sono essenzialmente tre: la prima è la Cycling holidays, che prevede lo spostamento in bicicletta come motivazione principale del viaggio ed è questa la tipologia di cicloturismo che si pratica sia nel paese di origine che all’estero. La seconda tipologia è definita Holiday cycling e prevede invece l’uso della bicicletta non come mezzo di spostamento ma nel luogo di destinazione, come una delle possibili attività da fare durante la vacanza a fini di svago. Infine, il Cycling day visit prevede passeggiate in bicicletta dal proprio luogo di residenza verso una specifica destinazione con durata non superiore alla intera giornata. In tutti i casi sopra citati la domanda connessa al cicloturismo è sempre in stretta relazione con quella di “svago attivo” legato alla vacanza (activity holidays). Sport England, Cyclist Touring Club, Sustrans e British Cycling sono le principali associazioni britanniche attive nel settore per promuovere e valorizzare il cicloturismo che, in Gran Bretagna, può contare su una rete di itinerari ciclabili sviluppata e ramificata. La principale fiera del settore è “The Cycle Show” (http://www.cycleshow.co.uk/) che si tiene al National Exhibition Centre di Birmingham a settembre. I maggiori tour operator di settore sono: Hooked on Cycling & Walking, Headwater, Inntravel, Exodus Travel, Saddle Skedaddle Cycling Holidays.  
Profilo demografico-sociale Livello economico Medio-alto  Livello culturale Medio-alto  Composizione famiglie, singles  Fasce d’età Età media tra i 30 ed i 65 anni 
Preferenze di Viaggio Dove alloggia Campeggi, agriturismi, hotel 1-2- 3*, B&B, ostelli  Aree europee maggiormente visitate Francia, Spagna, Italia, Olanda, Danimarca, Germania Aree italiane maggiormente visitate Aree costiere adriatica e tirrena, parchi e riserve naturali